EMIGRAZIONE

15 Febbraio 2008 Nessun commento

Dopo due anni di pubblicazioni su questo blog, mi vedo costretto a migrare verso un altro indirizzo: http://www.gioviale.org/ in quanto come da voi lamentato Tiscali ha brutalmente modificato, senza avviso alcuno, la struttura di articoli, foto, archivi e commenti rendendo la navigazione scomoda, incerta, graficamente orribile e la lettura specialmente dei commenti pressoché impossibile. Mi sono più volte rivolto al servizio utenti di tiscali, ma non sono stato degnato neppure di un cenno di risposta. Del resto il servizio è gratuito per cui evidentemente tanto mi era dovuto. Il nuovo motore è WordPress e dovrebbe essere più affidabile e sicuramente più flessibile. Ho scelto una nuova forma grafica pur mantenendo la struttura essenziale del blog (foto + articoli + commenti) e credo che la ricerca e la navigazione risulti assai agevole. Spero che, dopo le vostre numerosissime proteste e critiche, approviate la scelta effettuata e vogliate ancora seguirmi in questo nuovo peregrinare. In ogni caso credo sia doveroso un ringraziamento a voi tutti ed in particolare ad Ariel – il duce & C. - Franco e i suoi amici -Giacomo – le simpatiche Noemi – Genny e Viola – Leo -Fra – Francesco e Mina – Luciano e Giorgia – I tanti – Fausta – Alessio – Red – Paola – Rodolfo & C. – Sisto e Rosanna – Ume – Anabis – Michela – Piccolamia – Nadyn – Edmofree – Edoardo – Renato – Teddy – Emanuele Pg – Francesca e Fabio – Martina – Chiara – Rosi – Pinucci e Diego – Gianluca – Alessandra – Fokko – Sonia – Marcella – Oscar – Famiglia Baggio – Maurizio – Filippo – Isabel – Gianni e Gemona con dintorni – Tarkandudu – Mustafà – Michshy – Sarah – Daniela -Manuela – Piergiorgio – Paolino – Kiara – Luigi – Woodstock – Sandro – Livia – Luciano – Anna – Erica – Lorenzo – Enzo – Amici di Rosi – Giorgio. Naturalmente mi scuso se mi sono dimenticato di qualcuno. Arrivederci su http://www.gioviale.org/ . Sabato 16 febbraio sono in volo verso la Tanzania.

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Festa di Compleanno

1 Febbraio 2008 Nessun commento

  Non capita tutti i giorni di compiere 50 anni, ma a volte accade.

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Bassano del Grappa, 17 Giugno 2007

18 Giugno 2007 14 commenti


Ed infine il tramonto sulla via del ritorno che ci coglieva a svolazzare tra le nuvole di Laos e Cambogia.
Su un piccolo pamphlet rinvenuto in Cambogia e scaturito dalla collaborazione di due Organizzazioni Non Governative (www.stay-another-day.org e www.sustainabletravelinternational.org) ho letto che il turista deve essere cosciente che l?impronta del proprio piede andrà ad influenzare il futuro della gente e dei luoghi visitati. In qualche modo ho cercato di camminare in punta di piedi e di essere il meno invasivo possibile e per certo riconosco di non esserci sempre riuscito.
Ho comunque tentato di riportare su questo blog visioni ed emozioni che pur nella limitatezza soggettiva potessero trasmettere il sentire dell?attimo, anche a costo di essere a volte impreciso e con alcuni strafalcioni altrimenti imperdonabili.
Nei 45 giorni di viaggio questo blog ha ricevuto più di 3.000 visite, alcune con testimonianze di vera poesia, e per questo ringrazio tutti coloro che pazientemente hanno seguito la traccia in un?Indocina che è stata con noi dolce, affascinante ed ospitale.
E? ora presto per ipotizzare altre mete, ma la voglia di viaggiare non è sopita.

Bassano del Grappa, 17 Giugno 2007

18 Giugno 2007 Nessun commento


L?Indocina si è ricollocata alla consueta distanza, ma in buona parte non si vuole staccare da mente ed occhi stancamente giunti in Italia. Gli ultimi giorni sono scivolati inarrestabili nell?imbuto del tempo ed ancora mi porto dietro il sorriso sfuggito al momento della nostra partenza da Sapa quando, dopo una giornata di incessante pioggia, dal finestrino del minibus che ci portava verso Lao Cai le cime del Fansipan ci hanno salutato nella nitida pienezza dell?imbrunire limpido e terso.
Hanoi ha poi saputo accoglierci con monsonici diluvi che lasciavano spazio ad inverosimili soleggiate in grado di vaporare fiumi d?acqua che rimanevano sospesi a mezz?aria pronti ad appiccicarsi alla nostra pelle.

Sapa, 13 Giugno 2007

14 Giugno 2007 8 commenti


…l?esile piantina di riso continua a sfamare queste multicolori popolazioni

Sapa, 13 Giugno 2007

14 Giugno 2007 2 commenti


…terra ed acqua dove l?incedere possente di enormi bufali nel fango in parte lenisce l?estrema fatica dell?uomo.

Sapa, 13 Giugno 2007

14 Giugno 2007 Nessun commento


…donne ieri curve nelle risaie

Sapa, 13 Giugno 2007

14 Giugno 2007 Nessun commento


Ha piovuto a dirotto durante tutta la notte ed ora le nuvole giocano tra i tetti e le vette circostanti cancellando ogni nostra velleità di escursione e celandoci definitivamente la cima del Fansipan. Non ci rimane che attendere la sera per ripartire in direzione di Lao Cai dove il solito treno ci riporterà ad Hanoi. L?hotel è sempre più simile ad un rifugio alpino e verrebbe la tentazione di chiedere di accendere il caminetto che è nella stanza per ricreare la piena atmosfera tirolese.
Di tanto in tanto folate improvvise scaricano scrosci di pioggia, giusto coronamento ad un viaggio che si è svolto all?insegna dell?elemento acqua. Le immagini più recenti sono quelle delle donne ieri curve nelle risaie di Sapa avvolte nei neri vestiti Hmong imperterrite anche sotto il violento temporale che ha visto noi riparati in una semplice capanna adibita a punto di ristoro. Ma tutta l?Indocina ci è apparsa galleggiare ed immergersi su ed in questo elemento vitale e parallelo alla monocoltura del riso. Dalla foce del Mekong, nei pressi di Saigon, siamo risaliti sino al lago Tonle Sap che in perfetta osmosi capta le acque del grande fiume durante il periodo di piena per poi restituirle nella stagione secca. Qui la Cambogia è piatta ed uniforme e le risaie sembrano rigide geometrie che si perdono all?infinito. Abbiamo poi costeggiato il Mekong sino alle isole nell?estremo sud del Laos dove le sue rapide hanno interrotto per un attimo la visione limacciosa del suo scorrere, ma già a Pakse abbiamo potuto respirare l?aria che proviene dagli altopiani dei Bolovens dove i suoi affluenti sono torrenti che precipitano da cascate vertiginose e i campi di riso a secco diventano lotta di pendii bruciati alla foresta. Ancora a Vientiane il Mekong s?è frapposto come confine di stato con la Thailandia e metafora sonnolenta della placida capitale mentre a Luang Prabang l?abbiamo salutato con reverenza, lui diretto verso la Cina dove trova le sue sorgenti, noi ormai rivolti ad oriente verso il Vietnam dove l?altro grande Fiume Rosso ci attendeva prima nell?onnipotenza di Hanoi e poi ancora ai confini con la Cina nella torrentizia Lao Cai. Qui l?esile piantina di riso continua a sfamare queste multicolori popolazioni abbarbicandosi su terrazze che con geometrie fantasiose e plastiche ricamano i fianchi delle montagne su pendenze a volte impressionanti. Ingegneria di terra ed acqua dove l?incedere possente di enormi bufali nel fango in parte lenisce l?estrema fatica dell?uomo.

Sapa, 12 Giugno 2007

12 Giugno 2007 3 commenti


Sapa rimane sovrastata da minacciose nubi che scaricano a volte una leggera pioggerella ma non da meno violenti acquazzoni. Per di più non riusciamo ancora a scorgere la pur dirimpettaia cima del Fansipan e così decidiamo, con i sopraggiunti Giuseppe e Roberto, di inoltrarci con una guida verso alcuni piccoli villaggi immersi nelle vallate e popolati dalle varie etnie.
I sentieri sono assai scivolosi e a stento riusciamo a mantenere il precario equilibrio su terreni circondati da risaie e traspiranti acqua da ogni poro.
Un corteo di donne colorate seguono le nostre goffe peripezie con sulle spalle bimbi quasi sempre addormentati ed a volte protetti da leggeri veli, nella speranza di riuscire a venderci qualche prodotto artigianale.

Sapa, 11 Giugno 2007

12 Giugno 2007 1 commento


La guida annunciava due ore di trasferimento da Lao Cai a Sapa su un?impervia via dissestata. Ancora una volta constatiamo la repentinità dei cambiamenti in atto in tutta l?Indocina. Il minibus impiega infatti meno di un?ora per percorrere la via recentemente asfaltata che si snoda in un paesaggio inverosimile se paragonato alla recentemente visitata Baia di Halong o alla stessa piatta Hanoi che da qui dista appena 340 Km.
La cittadina montuosa ci avvolge in una fitta nebbia e l?accoglienza dell?hotel ci induce a concedere ai nostri rintronati corpi alcune ore di riposo. Con Isabella, Giuseppe è rimasto ad Hanoi in attesa di Roberto, noleggiamo uno scooter e ci avventuriamo verso il Passo di Tram Tron. Siamo ai vertici del Vietnam punteggiati dal passo più elevato (1.900 m) e dalla montagna più alta (Fansipan 3143 m) di tutto il paese.
Difficile trasmettere le emozioni di una giornata trascorsa ad ammirare effluvi di cascate che si stagliano nel verde intenso della foresta, vette ammorbidite da manti muschiati che appaiono e scompaiono tra nuvole sempre in movimento, incontri con etnie di montagnards (dzao e hmong neri rossi e a fiori secondo i costumi tradizionali indossati), impervie montagne che racchiudono strette vallate dove popolazioni colorate piantano o mietono il riso.
E? questa una delle regioni meno amate dai vietnamiti che da sempre tentano di evitare le avverse montagne dove è praticamente impossibile attuare la coltivazione del riso irriguo. Ecco quindi che qui si sono installate le minoranze etniche che, con immani sforzi ed assai scarsi raccolti, riescono a terrazzare i pendii o a coltivare il riso a secco. I rapporti con la maggioranza vietnamita non sono mai stati facili ed ancor oggi la distanza etnica è percepibile anche da frettolosi viaggiatori quali noi siamo. Da quando siamo partiti è comunque l?unica località dove ancora riusciamo ad ammirare la bellezza di costumi ed ornamenti tradizionali indossati nella quotidianità.